Aree Interesse Naturalistico

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Bosco Bufalara

Bosco Bufalara

francesco 0 2357 Valutazione contenuto: Nessuna valutazione

Trattasi di una Lecceta, sita sul lato nord del fosso Bufalara, sulla cartografia noto anche con il nome di fosso Gaudello. Il fosso e quindi il Bosco si trova a confine tra i comuni di Bernalda e Montescaglioso. La lecceta è una lingua di bosco larga poche centinaia di metri e lunga 7-8 km, quanto il fosso stesso. Per molti tratti è così ricco di sottobosco e con pendenze troppo elevate che lo rendono praticamente impenetrabile. Esiste un varco da cui si può accedere ad un sentiero all'interno della lecceta e percorrerla agevolmente per almeno un km. Un percorso straordinario in un comune (Bernalda e Metaponto) in cui l'agricoltura intensiva ha trasformato ogni angolo alle produzioni di alto reddito. Questo bosco è una dei pochi angoli da preservare, vicinissimo al centro urbano di Bernalda e quindi fruibile alle scuole per delle escursioni in mezza giornata ed alle famiglie per le uscite fuori porta. La nostra adozione consiste nella realizzazione di una via di accesso in sicurezza nel varco che abbiamo individuato,mediante il modellamento del tratturo e la messa in sicurezza dell'accesso,la realizzazione di qualche cartello indicativo del luogo e qualche tabellone che descriva il luogo stesso da posizionare nel bosco stesso.

I sentieri del Parco di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane

Anello di Monte Croccia

hilde 0 2686 Valutazione contenuto: Nessuna valutazione

ll Parco ha un’estensione di 27.027 ettari compresi entro i confini dei comuni di Accettura, Calciano ed Oliveto Lucano in provincia di Matera, e Castelmezzano e Pietrapertosa in provincia di Potenza. Il Parco protegge un’ampia area posta al centro del territorio regionale che presenta importanti valori naturalistici, storici ed etno-antropologici: la foresta di Gallipoli Cognato estesa per oltre 4.200 ettari; il bosco di Montepiano formato da imponenti esemplari di cerro, macchia mediterranea con residui nuclei di leccio, rocce di arenaria, che formano i bizzarri profili delle Dolomiti Lucane di Castelmezzano e Pietrapertosa, resti della fortificazione della città lucana edificata nel IV sec. a.C. sulla sommità del Monte Croccia.

Lago Salinella

rocco 0 3003 Valutazione contenuto: 2.4

Tutti ne hanno sentito parlare,ma pochissimi lo hanno visto realmente. Pochi sanno,in quanto poco pubblicizzato (e quindi venduto come attrattivtà turistica da Metaponto) ,che nel territorio di Bernalda è presente un Lago!!! Un lago condiviso con la Puglia, in quanto le sue acque bagnano i territori di Bernalda e Ginosa, da quest'ultimo comune invece viene pubblicizzato in maniera massiccia su tutti i media della ridente cittadina pugliese a confine e rappresenta un punto di riferimento di tutti i turisti in vacanza a Marina di Ginosa. Visitare il lago da Metaponto invece è meno agevole per via del Fiume Bradano che si interpone e adesso anche dalle sconnessioni viarie causate dall'alluvione del marzo 2011 che ha divelto l'unica strada di accesso, ma Cea... ha trovato una via di acesso alternativa.

Lago Salinella e Torre Mattoni

Lago Salinella e Torre Mattoni

francesco 0 2091 Valutazione contenuto: Nessuna valutazione

La regione costiera dell’Arco Jonico fino ai primo anni del dopoguerra era una zona malarica, invasa da paludi generate dal ristagno dell’acqua, specie negli avvallamenti tra le dune e nelle plaghe pianeggianti presso i fiumi. Nonostante tutto, sin dal medioevo, la presenza di tali aree costituiva un’importante fonte di reddito per le popolazioni locali. Si tratta di un’area che ha avuto una complessa morfogenesi, determinata dallo sviluppo di processi orogenetici da una parte ed erosivi dall’altra, questi ultimi dovuti alle azioni delle acque marine e di quelle di scorrimento superficiale. Per conoscere l’esatta ubicazione delle antiche paludi e laghi costieri necessita consultare la vecchia cartografia dell’Istituto Topografico Militare in scala 1:50.000, foglio 78, risalente al 1874. Si possono, ad esempio, individuare il Pantano Stornara (il più consistente bacino palustre di carattere permanente alla maggiore distanza dal mare), il lago d’Anici, la Lama di Lenne, ecc… Altre informazioni si possono attingere dall’atlante Rizzi Zannoni, dove la fascia costiera tra il fiume Basento e Punta Rondinelle viene descritta come “un insieme di dune boscose che attorniavano vari stagni costieri”.

Le peculiarità geologiche del suolo e del sottosuolo assieme alle acque di falda sotterranea contaminate spesso da infiltrazioni di acque marine hanno determinato una sensibile salinità delle acque superficiali e di ampie superfici del suolo. Infatti proprio intorno al Lago Salinella è presumibile che in passato si producesse del sale.

 

Le estese lande paludose dell’arco Jonico Tarantino erano interrotte esclusivamente dalle Torri costiere realizzate a fine ‘500 dalla monarchia spagnola, erette a difesa delle popolazioni quando la minaccia veniva dal mare. Intorno al 1570 il vice re spagnolo fece infatti costruire tre torri (Torre Mattoni, Marinella e Mancini), a loro volta in comunicazione visiva con altre torri presenti nell’immediato entroterra. Da ogni torre era possibile scrutare il mare e contemporaneamente vedere le altre torri adiacenti, con la possibilità di inviarsi messaggi, anche di soccorso, tramite segnali luminosi o di fumo.

Torre Mattoni, in passato “Torre di Bradano”, presenta al suo interno elementi e insiemi archeologici isolati di elevata consistenza ed eccezionale valore testimoniale che ne rendono del tutto complessa una sua classificazione. Tra il 1980 e il 1982 è stato eseguito il rilievo completo di Torre Mattoni da A. Lardino e R. Perrone, nell’ambito della Tesi di Laurea in Restauro dei Monumenti presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze.

 

Lago San Giuliano

Miglionico

SuperUser Account 0 1745 Valutazione contenuto: 5.0

La storia della riserva regionale San Giuliano è legata alla nascita dell'omonimo invaso artificiale creato per scopi irrigui dallo sbarramento del fiume Bradano negli anni tra il 1950 ed il 1957 grazie al programma economico di aiuti del piano Marshall. La presenza del lago ha attirato sin dal principio numerose specie di uccelli acquatici, rendendo necessarie iniziative volte alla tutela dell'area. Così nel 1976 il lago di San Giuliano è diventato Oasi di protezione della fauna, e nell'anno successivo è stato apposto il vincolo paesaggistico. Nel 1989 il WWF Italia ha ottenuto, tramite convenzione con il Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, concessionario dell'area, la gestione naturalistica, istituendo un'oasi.[2] Dal 1991 il tratto della gravina del Bradano che si trova a valle dell'invaso è entrato a far parte del Parco della Murgia Materana. Inoltre la regione Basilicata, al fine di rafforzare le azioni di tutela, ha istituito nel 2000 una Riserva naturale orientata affidandola in gestione alla Provincia di Matera. È stata dichiarata dal Ministero dell'Ambiente area SIC (Sito di interesse comunitario) ed area ZPS (Zona di protezione speciale)[2]; infine nel maggio 2003 è stata inserita con decreto ministeriale nell'elenco delle zone umide italiane previste dalla Convenzione di Ramsar per la conservazione delle aree di interesse internazionale per la fauna acquatica[3].

Parco Gallipoli Cognato

Sede parco

rocco 0 2016 Valutazione contenuto: Nessuna valutazione

ll Parco ha un’estensione di 27.027 ettari compresi entro i confini dei comuni di Accettura, Calciano ed Oliveto Lucano in provincia di Matera, e Castelmezzano e Pietrapertosa in provincia di Potenza. Il Parco protegge un’ampia area posta al centro del territorio regionale che presenta importanti valori naturalistici, storici ed etno-antropologici: la foresta di Gallipoli Cognato estesa per oltre 4.200 ettari; il bosco di Montepiano formato da imponenti esemplari di cerro, macchia mediterranea con residui nuclei di leccio, rocce di arenaria, che formano i bizzarri profili delle Dolomiti Lucane di Castelmezzano e Pietrapertosa, resti della fortificazione della città lucana edificata nel IV sec. a.C. sulla sommità del Monte Croccia.

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